20 Ott Marco Moro, le emozioni prendono forma in fotografia
Venerdì 30 ottobre 2026 alle 17.30 inaugura alla Sala Comunale d’Arte di Trieste la personale di Marco Moro, a cura de Le Vie delle Foto. Presenta Linda Simeone.
La Sala Comunale d’Arte di Trieste, in piazza dell’Unità 4, ospita “Chiamale, se vuoi, emozioni. Io le chiamo fotografie”, la mostra fotografica personale di Marco Moro, a cura de Le Vie delle Foto. L’inaugurazione è in programma venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17.30, con la presentazione di Linda Simeone, direttrice de Le Vie delle Foto.
L’esposizione riunisce immagini provenienti dal portfolio dell’autore, realizzate in luoghi, momenti e situazioni differenti. A collegarle è una scelta intima: ogni fotografia ha suscitato un’emozione in chi l’ha scattata e conservata, prima di incontrare lo sguardo del pubblico.
“Chiamale, se vuoi, emozioni”: il progetto fotografico di Marco Moro
Il titolo richiama le parole della celebre canzone interpretata da Lucio Battisti e introduce il cuore della mostra: la capacità della fotografia di coinvolgere, evocare ricordi e suggerire storie.
Marco Moro considera la fotografia uno dei modi di raccontare. Un luogo, un gesto, uno sguardo o una particolare condizione di luce possono diventare il punto di partenza di un’immagine capace di catturare l’attenzione. Ogni scatto nasce da questo incontro e custodisce una storia distinta.
La selezione esposta a Trieste attraversa quindi soggetti e suggestioni differenti, restituendo la sensibilità dell’autore. Il percorso invita a scoprire ciò che ha attirato il suo sguardo e a riconoscere, nelle fotografie, una possibile risonanza personale.
Linda Simeone presenta la mostra alla Sala Comunale d’Arte
A introdurre il pubblico al lavoro di Marco Moro sarà Linda Simeone, giornalista, curatrice e direttrice de Le Vie delle Foto.
«Questa mostra nasce da una scelta personale: Marco ha riunito fotografie che continuano a dirgli qualcosa, anche a distanza dal momento dello scatto», spiega Linda Simeone. «Portarle in uno spazio espositivo significa aprire quel racconto agli altri. Una stessa immagine può risvegliare un ricordo in qualcuno, incuriosire un’altra persona, suggerire una sensazione inattesa. È questa libertà di incontro e interpretazione a rendere prezioso il dialogo tra il fotografo e il pubblico».
La presentazione offrirà l’occasione per avvicinarsi alle ragioni della selezione e al rapporto tra esperienza personale e racconto fotografico.
Dal portfolio all’esposizione: le immagini incontrano il pubblico
Molte delle fotografie scelte da Moro hanno già ricevuto apprezzamenti nelle comunità fotografiche online e nelle mostre alle quali l’autore ha partecipato. La personale alla Sala Comunale d’Arte permette ora di osservarle insieme, dedicando tempo ai dettagli e alle relazioni che si creano tra uno scatto e l’altro.
Il visitatore può costruire un proprio percorso, soffermandosi sulle immagini che sente più vicine oppure lasciandosi sorprendere da quelle più lontane dalla propria esperienza. L’emozione iniziale del fotografo diventa così il punto di partenza di nuove letture.
“Chiamale, se vuoi, emozioni” propone un incontro con la fotografia fondato sulla curiosità e sull’ascolto delle proprie sensazioni. Un invito a fermarsi davanti alle immagini e a scoprire che cosa, di ciascuna, rimane con noi.

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