Laura PaliagaSono Laura Paliaga, nata e vissuta a Trieste.
Pur amando la fotografia, ho cominciato un po’ timidamente. Nel tempo questo amore è rimasto e così mi sono dedicata con più passione alla ricerca della bellezza attraverso la macchina fotografica. Contornando nel mirino ciò che rilevo nel mondo, cerco di enfatizzare il senso dello stupore di fronte alle meraviglie della natura, delle persone, del mondo. È un condividere la scoperta e la conseguente emozione di un gesto, di una curva, di un colore, o una composizione; un fermare quel momento di gioia per poterla rivivere. Qualche volta mi viene in testa la frase di Dostoevskij “Non la forza, ma la bellezza, quella vera, salverà il mondo” e mi sembra che si realizzi nel momento in cui la trovo, almeno per quanto riguarda il mio mondo interiore. Quando il senso di meraviglia mi invade, non c’è spazio per altro

 

Il lavoro sulle rose nasce dalla voglia di coltivarle, dallo studio fatto per la scelta delle varietà. Non amavo le classiche rose tea che si trovano normalmente in vendita, ma adoravo una rampicante che in primavera esplode con le sue roselline gialle, che cresceva nel giardino dei miei nonni. L’ho ritrovata nei libri sulle rose, insieme a tante morbide rose, ricche nell’abbondanza dei fiori o dei petali, o semplicissime cinque petali, delicate da vedere, rusticissime e forti in natura. Dal considerarla un fiore bello sì, ma come tanti altri, la conoscenza mi ha portato a comprendere che l’appellativo di regina dei fiori ha un suo motivo. Liberata dallo stereotipo, alla rosa riconosco il suo primato emblematico di bellezza di tutta la natura. In questo lavoro allargo il concetto e aggiungo bellezza di tutte le fasi della vita, regina calata dal trono e inserita nel suo naturale posto tra le meraviglia della natura. È una regina che gioca sporcandosi le mani di terra e bagnandosi con la pioggia, che ospita gli insetti e ragnatele, che vive intensamente, riportando le ferite della vita stessa, maturandosi ed appassendo in una bellezza ricca di altri colori, seccandosi.
Così ripulita da richieste di impossibili rigide perfezioni, ritorna a essere simbolo della bellezza di un amore, quello che ama anche le ferite, i piccoli difetti e imperfezioni, che ci rendono unici.

Laura espone da Panpacor, via Muratti 1.